CONVEGNO 07/05/2004 PRESSO TEATRO COMUNALE DI AZZATE (VA)

Intervento Presidente ASSOCIAZIONE AMICO ONLUS

 Azzate 07-05-2004

Le molestie morali sono un crimine, che siano perpetrate in famiglia o altrove. Quelle sul luogo di lavoro, oggi, si chiamano mobbing.

Le prime ricerche sul mobbing sono state effettuate in Svezia all’inizio degli anni Ottanta. Non tutto, però, è mobbing. Occorre valutare con molta attenzione episodi, sintomi, fino ad individuare il limite della sofferenza del soggetto. Occorre grande scrupolo nella diagnosi. La nascita del mobbing si riconosce quando l’obiettivo dell’aggressore non è più solo quello di emergere, ma quello di distruggere l’avversario e quando il conflitto non è più oggettivo e limitato al lavoro, ma sbanda sempre più verso obiettivi privati.

I problemi relazionali sembrerebbero essere una peculiarità dei Paesi Mediterranei. In questi Paesi infatti, anche il legame familiare è molto forte.

Per la difficile situazione economica generale, per l’elevato tasso di disoccupazione o per il carattere stesso più individualista dell’italiano medio, in Italia, nei posti di lavoro c’è molta più tensione di rapporti rispetto agli altri Paesi soprattutto del Nord Europa.

Il mobbing è molto diffuso in tutta l’Italia e, in particolare, nel Nord ove l’industrializzazione ha rivestito da generazioni la fonte primaria di sussistenza della famiglia e dell’intera società.

Il terrorismo psicologico si concretizza in una persecuzione immotivata che spesso lascia ferite profonde.

Per molte vittime di mobbing psicosociale, il lavoro è percepito come un modo di essere e di esistere.

Allorché sorgono problemi sul posto di lavoro, conseguenti a questo fenomeno, si determina un calo di autostima e un senso di colpa.

La violenza verbale ed a volte anche fisica, i comportamenti perversi tesi a sottovalutare ed emarginare, il rifiuto comunicativo, le pretese eccessive o sproporzionate rispetto alle reali condizioni, le consegne e le ingiunzioni contraddittorie o impossibili, l’arroganza, l’insolenza sono alcuni degli elementi che contribuiscono all’attuazione di una lenta, progressiva autentica coercizione psico emotiva nei confronti della vittima designata.

Questa violenza, che non è mai insignificante, può essere indiretta e colpire gli individui  solo di riflesso o di rimbalzo, oppure, prenderne direttamente di mira uno nel tentativo di eliminarlo.

Il fenomeno del mobbing in Italia, specie nel Nord, non è soltanto diffuso, ma particolarmente lesivo e pericoloso. E’ infatti un fenomeno sotterraneo, per lo più sconosciuto e sottovalutato, spesso sfruttato pericolosamente e subdolamente da persone in cerca di notorietà, quasi sempre mascherato dietro standards culturali dell’ambizione professionale e delle “regole del gioco”, nella maggior parte dei casi, trascinato inevitabilmente dentro la porta di casa dove mette in pericolo la nostra vita privata e i rapporti con le nostre persone più care.

Le conseguenze delle violenze psicologiche sul posto di lavoro producono effetti patologici sia sui singoli lavoratori sia all’interno delle relazioni interpersonali sia all’interno dei gruppi di lavoro sia all’interno del gruppo familiare.

Il legame emotivo tra i diversi membri della famiglia può costituire all’inizio del mobbing psicosociale, un vantaggio perché l’interessato può scaricare le sue frustrazioni sugli affetti familiari. Si è potuto riscontrare però, che alla lunga, le famiglie dei mobbizzati non riescono più a sostenere psicologicamente la vittima. Ben presto quest’ultima diventa una minaccia per l’integrità e la salute del nucleo familiare che a sua volta tende ad isolarla.

In letteratura, questo si chiama “doppio mobbing”.

In Italia è ancora necessario un intervento capillare di informazione e prevenzione che eviterebbe perdite ingenti per tutta la società.

Il giusto intervento è rivolto all’ascolto, al sostegno e alla messa in atto di tutte quelle azioni necessarie per la difesa e il recupero della persona mobbizzata sul luogo di lavoro e al sostegno del suo gruppo familiare.

Gli interventi di cui necessita questo campo si possono sintetizzare in:

-       Supporto alla persona per renderla più capace di affrontare questo periodo e d’altra parte agire sulla famiglia per renderla più capace di ascolto e di sostegno;

-       Fare emergere da un lato domande e disagi legati alla vita concreta con un lavoratore mobbizzato ed alle sue difficoltà, e dall’altro, stimolare la disponibilità di soggetti motivati culturalmente preparati ad interpretare la domanda di socialità dei lavoratori;

-       Rete di supporto strutturata intorno alla famiglia con particolare riferimento ai diritti dei figli minori.

con le seguenti attività:

-       Informazione e formazione sul mobbing e le sue conseguenze ai lavoratori, ai dirigenti e alle loro famiglie con campagne di sensibilizzazione e promozione di politiche antimobbing; informazione mirata a coinvolgere le istituzioni, gli operatori della prevenzione, le strutture sindacali, i lavoratori stessi ed i loro familiari;

-       linee guida che contengano informazioni sulla natura, le dimensioni del problema e gli effetti su salute e qualità della vita;

-       codice di comportamento e pubblicazioni di documenti ufficiali con l’indicazione che l’azienda non tollererà atti non etici e comportamenti discriminatori;

-       contratti che dovrebbero contenere clausole che regolino questo fenomeno e che applichino sanzioni per ogni violazione delle regole.

-       Prevenzione sia nell’azienda, sia nella famiglia per evitare il doppio mobbing con promozione di solidarietà ed assistenza (gruppi di auto-aiuto anche familiare per permettere alle persone che hanno subito il mobbing e ai loro familiari di incontrarsi e confrontarsi …)

Una volta che il processo di mobbing è iniziato può diventare difficile tenerlo sotto controllo, a meno che non siano intraprese misure tempestive ed efficaci. Il solo fatto di riconoscere l’esistenza del problema è un momento essenziale che può interrompere la catena delle negazioni che spesso mascherano l’aggressione e che consente alla vittima di far luce sulla propria esperienza, prendere le distanze dalla situazione e adottare finalmente iniziative per arginare l’attacco senza innescare il doppio mobbing nella sua famiglia;

Poiché il mobbing può essere causa di serie conseguenze sui lavoratori e i loro familiari, devono essere adottati provvedimenti per aiutarli a recuperare salute e dignità, anche con l’intervento di esperti professionisti competenti nell’ambito legale.

Occorre curare particolarmente i seguenti aspetti in considerazione delle abitudini e delle culture locali:

-       la diagnosi precoce degli effetti sulla salute da parte di esperti professionisti competenti nell’ambito sanitario può essere di aiuto nel ridurre le conseguenze a livello individuale, familiare e sociale.

-       legislazione (l’informazione, in linea generale, promuove iniziative nella progettazione delle strategie delle quali la legislazione dovrebbe tenere conto).

Occorre abbattere il muro di silenzio, paura, omertà tipico della cultura italiana, che costituisce la problematica prevalente legata all’operare di chi vuol porre le basi per il raggiungimento, a breve, di una degna condizione per i lavoratori ed i loro familiari.

Il presente progetto si prefigge di porre le basi per il raggiungimento, a scadenza più lunga, di un grande cambiamento culturale dei valori individuali, degli atteggiamenti, delle espressioni verbali e delle modalità di interazione con particolare riferimento alla ricchezza della società che solo nella sua solidità può essere veicolo di crescita completa di tutti i suoi membri, specialmente dei minori che sono chiamati a sorreggere in maniera equilibrata le sorti dell’umanità nel prossimo futuro.

Il lavoratore mobbizzato, provato emotivamente e fisicamente, rischia di commettere passi falsi che possono compromettere maggiormente il suo benessere, quello della sua famiglia e conseguentemente dei suoi stessi figli. Egli tende a scaricare sugli altri tutti i problemi, concentrandosi sulla sua situazione lavorativa con atteggiamento ossessivo. Questa reazione, chiamata “doppio mobbing”, spesso rende insofferenti le persone che circondano la “vittima” causando ulteriore solitudine e conflittualità.

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